Orientamento e Role Model: come imparare dagli esempi
I bambini imparano osservando gli adulti, molto più di quanto imparino ascoltandoli. È un’evidenza quotidiana per chiunque abbia provato a insegnare qualcosa a un figlio. A cura di Annunziata Di Lecce, Direttrice CTS Asnor, Psicologa del Lavoro, Design Thinker e Coach Neurocognitivo.
Indice dei contenuti
- Imparare osservando: l’esempio orienta più delle parole
- Il valore dei Role Model nei percorsi di orientamento
- Il ruolo della restituzione: trasformare l’esperienza in apprendimento
- Quando le storie orientano davvero
- Conclusioni: Role model per l’apprendimento sociale e il riconoscimento
- Bibliografia
Imparare osservando: l’esempio orienta più delle parole
Lo aveva già intuito Aristotele, nell’Etica Nicomachea affermava che diventiamo ciò che pratichiamo. Le neuroscienze, oggi, confermano questa direzione, prima ancora delle spiegazioni, è l’esperienza osservata a orientare.
Nel lavoro con i giovani emerge con chiarezza, i contenuti sono disponibili in abbondanza, invece, ciò che più spesso fatica a emergere è una presenza credibile, una storia capace di includere anche le zone incerte. I ragazzi osservano come gli adulti attraversano le scelte, oltre a come le raccontano, per questo la coerenza pesa quanto la preparazione. Anche i passaggi meno lineari, quando vengono condivisi, diventano leggibili per chi ascolta, sono la parte del racconto che trasforma una testimonianza in qualcosa da cui si può davvero imparare.
Il valore dei Role Model nei percorsi di orientamento
Il progetto Role Model di ELIS – partner di Asnor, ente non profit che promuove progetti di innovazione e formazione insieme a grandi gruppi e start-up in ambito Educazione, Lavoro, Istruzione e Sport – sviluppa questa intuizione: professioniste e manager d’azienda entrano nelle scuole portando il proprio percorso, comprese le svolte più complesse da nominare. Solo nell’anno scolastico 2024-2025, 108 di loro, provenienti da 13 grandi aziende, hanno raggiunto oltre 1.300 studenti in 51 istituti italiani.
Affinché queste testimonianze risultino profonde, serve un passaggio preliminare, fermarsi a rivedere il proprio percorso.
Per il training 2026, ELIS ha coinvolto Asnor in una giornata di lavoro esperienziale. Il 29 gennaio, a Villa Fassini a Roma, le Role Model ELIS si sono trovate proprio su questo punto.
Il percorso proposto ha attraversato i piani della consapevolezza della propria presenza corporea e neurale, della lettura sistemica delle connessioni che ci circondano, del riconoscimento della propria vocazione come contributo per gli altri. Il Viaggio dell’Eroe ha offerto una traccia per rileggere i passaggi, mentre le sei qualità delle Lezioni americane hanno fornito un lessico per nominare ciò che emergeva.
Il ruolo della restituzione: trasformare l’esperienza in apprendimento
All’inizio, per alcune distinguere tra scelte autentiche e traiettorie seguite per inerzia richiedeva attenzione. In diversi momenti il lavoro ha invitato a rallentare più del previsto. Poi le partecipanti hanno messo a fuoco così il senso di ciò che stava accadendo: “accogliere ciò che l’altro ci affida, farne tesoro e restituirlo senza aspettative”. Da lì in avanti, la parola “restituzione” ha iniziato a circolare tra i gruppi, quasi a segnare il passo del lavoro.
Quando una storia viene ascoltata davvero e restituita da un’altra persona, qualcosa in essa si consolida e diventa trasmissibile. Come l’ape che raccoglie da molti fiori e produce qualcosa di nuovo, così Seneca descriveva questo tipo di trasformazione. È il passaggio in cui il materiale raccolto cambia qualità e il racconto diventa offerta.
Quando le storie orientano davvero
Si tratta di una fase liminale, come la chiamava Victor Turner studiando i riti di passaggio nelle società africane, in cui un equilibrio si incrina e il successivo resta ancora in formazione. È una condizione che i giovani riconoscono subito quando la incontrano nella storia di qualcuno. Un racconto che include esitazioni, prove e deviazioni può orientare, perché rende visibile un processo. In sua assenza, la distanza resta.
Questo stesso approccio attraversa altre iniziative sviluppate da Asnor. Reelaunchers, il podcast curato da Endrina Brito, raccoglie storie di passaggio: burnout, licenziamenti, maternità, momenti in cui una fase si chiude mentre la successiva prende forma.
Stelle Polari, il nuovo ciclo di webinar condotto da Mariella Navone, lavora invece sul linguaggio: Platone, Agostino d’Ippona, Baruch Spinoza, Etty Hillesum diventano riferimenti per dare nome a esperienze che spesso restano difficili da mettere a fuoco.
Conclusioni: Role model per l’apprendimento sociale e il riconoscimento
Joseph Henrich, studiando la trasmissione della conoscenza nelle comunità umane, ha documentato che le persone tendono ad affidarsi a chi è riconosciuto competente dagli altri. Quando questa competenza prende forma in una storia reale, con le sue discontinuità, si apre uno spazio in cui l’altro può collocarsi e riconoscersi.
In quello spazio, una Role Model diventa utile, offre una direzione possibile e lascia intravedere un percorso, anche quando i contorni restano ancora da definire.
Bibliografia
- Aristotele (IV sec. a.C.). Etica Nicomachea, II, 1, 1103a. Edizione italiana di riferimento: a cura di C. Natali, Laterza, Roma-Bari, 1999.
- Campbell, J. (1949). The Hero with a Thousand Faces. Pantheon Books, New York. Edizione italiana: L’eroe dai mille volti, Feltrinelli, Milano, 1958.
- Calvino, I. (1988). Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio. Garzanti, Milano.
- Henrich, J. e Gil-White, F.J. (2001). The evolution of prestige: freely conferred deference as a mechanism for enhancing the benefits of cultural transmission. Evolution and Human Behavior, 22(3), pp. 165-196.
- Seneca, L.A. (I sec. d.C.). Epistulae Morales ad Lucilium, Lettera LXXXIV. Edizione italiana di riferimento: Lettere a Lucilio, a cura di G. Monti, BUR, Milano, 1989.
- Turner, V. (1969). The Ritual Process: Structure and Anti-Structure. Aldine Publishing Company, Chicago. Edizione italiana: Il processo rituale. Struttura e antistruttura, Morcelliana, Brescia, 1972.


