Orientamento professionale per le fasce deboli: strumenti e percorsi per l’inclusione socio-lavorativa

L’orientamento professionale “speciale” sostiene le persone in condizioni di fragilità attraverso percorsi di inclusione, valorizzazione delle competenze e accompagnamento verso l’inserimento lavorativo. A cura di Alessia Paglia, Orientatrice Asnor, Consulente e Formatrice.
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I principi fondativi dell’orientamento professionale per le fasce deboli
L’attività di orientamento si muove nella direzione del cambiamento, inteso anche come desiderio di una migliore espressione di sé, sul piano individuale e collettivo. Un cambiamento che deve nascere nella persona prima ancora che i risultati siano evidenti in termini di un inserimento lavorativo concreto.
Tutto questo non è possibile senza una relazione d’aiuto che coinvolga l’intera dimensione della vita personale e professionale, perché la dimensione lavorativa non può essere isolata dalle altre, ma è strettamente connessa alla famiglia, alle relazioni e al contesto di vita.
Nella relazione d’aiuto, come in ogni relazione che possa definirsi tale, non ci si sostituisce alla persona, non si gioca al suo posto e non si sistemano frettolosamente le situazioni oggettive.
Si mettono invece a disposizione competenze, informazioni e accoglienza per affrontare le difficoltà, offrendo alla persona svantaggiata la possibilità di orientare la propria vita lavorativa verso nuovi orizzonti, dove poter sperimentare spazi di benessere e attribuzione di senso.
In questa prospettiva, il lavoro rappresenta una componente del sistema di vita della persona, accanto alla famiglia, alla rete delle relazioni, alle attività del tempo libero, al rapporto con il territorio e con i servizi di supporto.
Per questo motivo, gli interventi più lungimiranti di orientamento e counseling rivolti alle persone svantaggiate prevedono oggi un approccio che considera il lavoro parte di un insieme più ampio e che consente di intervenire anche sulle dimensioni relazionali e sociali della persona, integrando in rete contributi disciplinari differenti.
Quali sono le fasce deboli
Diverse sono le azioni orientative che gli operatori possono mettere in atto nella loro pratica professionale. Queste dipendono essenzialmente dai bisogni degli utenti e dalle competenze orientative che si intendono sviluppare, affinché possano affrontare autonomamente e in modo positivo le diverse situazioni.
Gli utenti destinatari di un intervento di orientamento professionale dedicato, pensato per le persone più fragili e vulnerabili, possono essere ricondotti alle seguenti categorie.
Gli adulti in difficoltà occupazionale
Con questo termine si fa riferimento ai lavoratori con o senza ammortizzatori sociali.
È una categoria che merita particolare attenzione, sia per gli effetti sociali e psicologici che la disoccupazione, di breve o lunga durata, comporta, sia perché rappresenta ancora una forza lavoro di cui il mercato ha bisogno.
Le donne
Un discorso a parte va riservato all’utenza femminile. Nel corso degli anni, sempre più donne sono entrate nel mondo del lavoro, anche se il loro ingresso è rimasto spesso subordinato alle esigenze familiari.
Tuttavia, i profondi cambiamenti economici e sociali – tra cui la riduzione del nucleo familiare, i progressi tecnologici, lo sviluppo dei servizi sociali, l’aumento del livello di scolarizzazione e la crescita del settore terziario – hanno contribuito ad accrescere il numero delle donne che partecipano pienamente al mercato del lavoro.
Le persone con disabilità
Con questo termine si intendono le persone con disabilità psicofisica, con differenti caratteristiche e diversi livelli di invalidità.
L’intervento di orientamento dovrebbe essere flessibile e adattabile alla situazione specifica, tenendo conto non solo della disabilità, ma anche delle capacità, degli interessi e delle possibilità di sviluppo della persona.
Gli immigrati
Affrontando il tema degli immigrati o di nazionalità straniera, uno degli aspetti più evidenti riguarda la loro eterogeneità.
Si tratta di una realtà progressivamente differenziatasi al proprio interno, nella quale variabili quali origine, motivazioni, genere, età e condizioni sociali e professionali si intrecciano, rendendo difficile ricondurre le diverse situazioni a categorie rigidamente definite.
Gli strumenti dell’orientamento professionale per le fasce deboli
L’aiuto, per questo tipo di persone e di percorsi, comprende:
- l’accoglienza;
- la costruzione di un bilancio personale (capacità, interessi e valori lavorativi), con l’esplorazione delle potenzialità e dei punti di attenzione;
- il bilancio di competenze;
- la consulenza alla ricerca del lavoro (costruzione del curriculum, preparazione al colloquio di selezione ecc.);
- il supporto all’inserimento lavorativo.
Il vero lavoro orientativo è, al di là degli strumenti utilizzati, un lavoro costruito insieme alla persona. Si fonda sulla consapevolezza delle potenzialità individuali, sull’accompagnamento all’accettazione dei propri limiti e di quelli imposti dalla realtà del mercato del lavoro, sul sostegno alla progettualità personale e, non meno importante, sulla possibilità di sperimentare finalmente esperienze di successo e di benessere, a lungo desiderate ma raramente vissute.
Nelle attività di orientamento rivolte alle persone svantaggiate assumono un ruolo privilegiato soprattutto gli strumenti qualitativi:
- colloqui;
- incontri;
- dialoghi;
- racconti di sé;
- confronti su esperienze vissute;
- discussioni di gruppo;
- dibattiti su film;
- auto casi.
Per arrivare a una riattribuzione di senso della quotidianità, ciò che va ampliato e sviluppato è soprattutto l’area dell’esperienza:
- narrazione;
- condivisione delle esperienze;
- dialogo;
- costruzione di significati intorno alle esperienze condivise.
Le attività esperienziali possono essere molteplici: lo stesso percorso orientativo, i micro-compiti (lettura di annunci, iscrizione al Centro per l’Impiego), le simulazioni di presentazione di sé e di colloqui di lavoro, fino alle attività legate all’inserimento lavorativo, come il tirocinio orientativo, terapeutico, di pubblica utilità o lavorativo e le borse lavoro.