AI ACT tra algoritmi e orientamento

Il discernimento che l’Intelligenza Artificiale non può sostituire. A cura di Annunziata Di Lecce, Direttrice CTS Asnor, Psicologa del Lavoro, Design Thinker, Coach Neurocognitivo, specialista Sistemi IA.
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Intelligenza artificiale e Infosfera: l’eudaimonia è la direzione
La psicologia del benessere distingue due forme di felicità. Una nasce dal piacere immediato e si esaurisce con esso, l’altra, che Aristotele chiamava eudaimonia, cresce con l’esercizio di ciò che siamo e dura nel tempo (Waterman, 1993; Ryan & Deci, 2001).
L’orientamento lavora su questa seconda, perché guarda oltre il compiacimento immediato e accompagna le persone a costruire ciò che le rende capaci, col tempo, di rispondere a sé stesse (Di Fabio & Blustein, 2016; Savickas, 2011).
Oggi, questa costruzione avviene in un contesto che ha cambiato natura. Luciano Floridi chiama infosfera l’ambiente in cui viviamo, dove il digitale e il fisico si compenetrano fino a formare un solo ambiente (Floridi, 2020).
L’intelligenza artificiale è entrata in questo ambiente come parte del contesto in cui decidiamo, ci raccontiamo, leggiamo le occasioni che ci si aprono davanti (Floridi, 2025). Per chi accompagna le persone nei momenti di scelta, questo cambia tutto. Il territorio è instabile, la mappa cambia durante il tragitto, e si cammina su un suolo che si ridisegna mentre lo si percorre.
Attraversare territori che non si conoscono richiede equipaggiamento, e le scarpe sbagliate non impediscono di camminare, ma fanno male, lentamente. Il diritto è una forma di equipaggiamento.
Il Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), entrato in vigore il 1° agosto 2024, introduce un quadro basato sul rischio e prevede, in particolare per i sistemi di IA ad alto rischio, requisiti di trasparenza, gestione del rischio e supervisione umana. Dopo le modifiche introdotte dal Digital Omnibus del luglio 2026 (Omnibus, Reg. UE 2026/1744), gran parte dell’AI Act è applicabile dal 2 agosto 2026, mentre le disposizioni relative ai sistemi ad alto rischio autonomi dell’Allegato III – che comprendono determinati utilizzi nell’istruzione e nel lavoro – si applicheranno dal 2 dicembre 2027.
L’Italia ha già mosso passi concreti, infatti il 4 agosto 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva i decreti legislativi attuativi della legge n. 132/2025, con disposizioni esplicite secondo cui nessuna decisione sul rapporto di lavoro, assunzione, licenziamento, procedimento disciplinare, potrà essere adottata da un sistema automatizzato in modo esclusivo (Consiglio dei Ministri, 2026).
Tra gli ambiti da rafforzare la legge prevede percorsi di formazione sull’IA per i professionisti, e include esplicitamente l’orientamento scolastico verso le discipline STEM. Il Regolamento europeo, dal 2 febbraio 2025, chiede a chi impiega questi sistemi, e l’orientatore è tra loro, di conoscere come lavorano, dove possono sbagliare, cosa non vedono (art. 4). Chi lavora nell’orientamento opera dunque già in uno spazio normato, e ignorarlo significa camminare senza protezione.
Restano i bivi ambigui, le scelte che nessun algoritmo sa pesare, i momenti in cui la persona davanti a noi chiede qualcosa che in nessun database di competenze si trova. È qui che l’enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV, firmata il 15 maggio 2026 nel 135° anniversario della Rerum Novarum, offre qualcosa di diverso da un regolamento. Più che prescrivere, segnala. Nello spirito del documento, il rischio è che profilare algoritmicamente i comportamenti umani finisca per sostituire il discernimento con la classificazione, la persona con il suo profilo predittivo. Il lavoro, ricorda l’enciclica, è una delle dimensioni in cui la persona dà forma a ciò che è. Per un orientatore, quel rischio è concreto, e attraversa ogni colloquio.
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L’eudaimonia rimane la direzione, e resta il criterio con cui valutare ogni strumento che usiamo, i sistemi che adottiamo, ciò che scegliamo di delegare. La domanda che orienta scava sotto il “cosa vuoi fare“ e cerca ciò che rende questa persona capace di fiorire nel tempo, con le sue contraddizioni e il suo margine d’incertezza. Richiede di stare nel dubbio insieme a qualcuno, di leggere una storia invece di classificare dati, di lasciarsi interpellare da ciò che non era previsto. Sono operazioni che restano umane, e preservarle è forse il compito che ci riguarda più da vicino.
Regolamentazione sull’IA e protezione dei dati: le date in breve
- 27 luglio 2026. Entra in vigore il Digital Omnibus sull’IA, che modifica alcune scadenze dell’AI Act e semplifica, senza eliminarlo, l’obbligo di alfabetizzazione all’IA.
- 2 agosto 2026. Si applica gran parte dell’AI Act.
- 4 agosto 2026. Il Governo approva in via definitiva i decreti attuativi della legge italiana sull’intelligenza artificiale.
- 2 dicembre 2027. Diventano applicabili le disposizioni rinviate per i sistemi di IA ad alto rischio autonomi, che comprendono determinati utilizzi nell’istruzione e nell’occupazione.
- Sullo sfondo resta il GDPR, il regolamento europeo sulla protezione dei dati, che dal 2018 riconosce a ciascuno il diritto a non subire decisioni basate unicamente su un trattamento automatizzato quando producono effetti giuridici o incidono in modo significativo sulla persona, salvo alcune eccezioni (art. 22). Le nuove regole si aggiungono a questa tutela del giudizio umano.
Luciano Floridi, il Premio Strega alla filosofia dell’informazione
Luciano Floridi studia da anni il modo in cui l’informazione ridisegna la nostra esperienza del mondo.

Lo scorso 19 giugno gli è stato assegnato il Premio Strega Saggistica Internazionale 2026, riconoscimento speciale del Comitato promotore del Premio, per il suo contributo alla riflessione sull’intelligenza artificiale e sull’etica dell’informazione. Nelle opere recenti in edizione italiana, “La differenza fondamentale. Artificial Agency: una nuova filosofia dell’intelligenza artificiale” (traduzione di Massimo Durante, Mondadori, 2025) e “Il nodo etico. Informazione e valori nella società digitale” (a cura di Massimo Durante, Raffaello Cortina Editore, 2026), propone di intendere l’intelligenza artificiale come una forma di agency, una capacità di agire, più che di intelligenza. È una distinzione che offre a chi accompagna le scelte delle persone gli strumenti per nominare il rischio di ridurre l’individuo a profilo algoritmico, e per difendere il valore del discernimento umano.
Bibliografia
- Aristotele. Etica Nicomachea, I, 7, introduzione, traduzione e note di C. Natali, Laterza, 1999.
- Di Fabio, A., & Blustein, D. L. (2016). Editorial: From meaning of working to meaningful lives: The challenges of expanding decent work. Frontiers in Psychology, 7, 1119.
- Floridi, L. (2020). Pensare l’infosfera. La filosofia come design concettuale. Raffaello Cortina Editore.
- Floridi, L. (2025). La differenza fondamentale. Artificial Agency: una nuova filosofia dell’intelligenza artificiale (traduzione di Massimo Durante). Mondadori.
- Floridi, L. (2026). Il nodo etico. Informazione e valori nella società digitale (a cura di Massimo Durante). Raffaello Cortina Editore.
- Legge 23 settembre 2025, n. 132. Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie generale n. 223 del 25 settembre 2025.
- Leone XIV. Magnifica Humanitas. Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, 15 maggio 2026.
- Ryan, R. M., & Deci, E. L. (2001). On happiness and human potentials: A review of research on hedonic and eudaimonic well-being. Annual Review of Psychology, 52, 141-166.
- Savickas, M. L. (2011). Career Counseling. American Psychological Association.
- Waterman, A. S. (1993). Two conceptions of happiness: Contrasts of personal expressiveness (eudaimonia) and hedonic enjoyment. Journal of Personality and Social Psychology, 64(4), 678-691.