Adulti disoccupati e ricerca del lavoro: quali sono i piani d’orientamento dei servizi per l’impiego

Tra le funzioni attribuite alle nuove strutture per l’impiego dalla riforma nazionale ed europea, l’orientamento occupa un ruolo di primo piano – tanto nei Centri per l’Impiego (CPI) quanto nelle Agenzie per il Lavoro (APL). A cura di Alessia Paglia, Orientatrice Asnor, Consulente e Formatrice.
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La mediazione tra domanda e offerta di lavoro è da molti considerata il cuore dell’attività di queste strutture, siano esse pubbliche, private o del terzo settore. Ma l’orientamento, insieme agli strumenti che lo accompagnano, ne rappresenta una vera pietra miliare: pur non intervenendo direttamente sul mercato del lavoro, agisce sulla disposizione delle persone verso la ricerca occupazionale e, in certi casi, sulla stessa concezione che hanno del lavoro.
I diversi livelli di occupabilità degli adulti in cerca di lavoro
In base ai principali modelli teorici dell’orientamento professionale, gli adulti in cerca di lavoro si distinguono in cinque profili, differenziati per grado di occupabilità, caratteristiche psicologiche e strategie di intervento più adatte:
- “Pronti”: persone pienamente inserite nello spazio professionale, che conoscono se stesse, il contesto lavorativo, i luoghi e i metodi di ricerca, e sanno integrarli in un progetto professionale coerente.
- “Quasi pronti”: hanno già chiari identità, contesto e obiettivi, ma devono ancora affinare il metodo di ricerca più adatto al settore o alla posizione desiderata.
- “Meno pronti”: hanno definito la propria identità e il metodo, ma non hanno ancora individuato con precisione il contesto professionale di riferimento. Di conseguenza, anche il metodo risulta parzialmente inadeguato e il progetto resta ancora in fase embrionale.
- “Poco pronti”: non si percepiscono ancora come potenziali lavoratori, ma sono consapevoli della necessità di farlo. Hanno bisogno di un percorso completo di orientamento che li aiuti a mettere in dialogo la propria identità con l’ambiente e le altre dimensioni professionali.
- “Non pronti”: non riconoscono in sé stessi la figura del lavoratore e si muovono in modo non strutturato nella ricerca di occupazione, restando di fatto fuori dallo spazio professionale. Rientrano spesso in questa categoria le persone in disoccupazione di lunga durata, che tendono a perdere motivazione e capacità di autovalutazione realistica.
Approfondimento: Lo stato psicologico degli adulti disoccupati
Le proposte di orientamento dei Servizi per l’impiego
Conoscere il profilo di occupabilità di ogni persona, quanto sia vicina o lontana dal mercato del lavoro, o quanto il suo progetto sia pronto a tradursi in un concreto inserimento professionale, consente ai servizi di orientamento di costruire interventi davvero su misura.
In quest’ottica sono da intendersi le attività/azioni di orientamento raggruppabili in tre tipologie:
- L’informazione orientativa o accoglienza, intesa come azione che fornisce informazioni al fine di rendere autonomo il soggetto e di supportarlo nella realizzazione del suo progetto: in questo tipo di azione non ci si limita a raccogliere e trasmettere informazioni, ma si punta soprattutto ad analizzare il bisogno reale della persona.
- La formazione orientativa, finalizzata al trasferimento di capacità decisionali, di autovalutazione e metodologiche, per rendere il soggetto consapevole nella costruzione del proprio progetto professionale, usufruendo di orientamento di gruppo e di informazioni sulle opportunità formative come tirocini, stage, apprendistato.
- La consulenza orientativa, con l’organizzazione dei colloqui individuali: è uno strumento per sviluppare la consapevolezza delle risorse personali, per rafforzare le abilità di fronteggiamento della situazione, la valutazione di opportunità/vincoli personali e del contesto, al fine di arrivare a definire un progetto professionale.
In tutti e tre i servizi menzionati, è presente lo strumento di counseling psicologico orientativo; ciò è da intendersi come funzione in grado di innescare un processo di cambiamento nell’esperienza lavorativa/formativa della persona e di intervenire per risolvere un processo di progettualità bloccato.
Letture consigliate
- Mancinelli M. R., L’orientamento come promozione all’inserimento occupazionale,Vita e Pensiero, Milano, 2003;
- Libro Bianco Unione Europea, Crescita, competitività, occupazione,1993;
- Libro Bianco Unione Europea, Insegnare e apprendere. Verso la società della conoscenza,1995.