Orientamento in biblioteca: là dove risuonano le voci dei Grandi
Un dialogo con i classici per orientarsi oggi. A cura di Ileana Ogliari, Orientatrice Asnor, Docente e Valentina Trabalza, Orientatrice Asnor e Consulente di carriera.
Indice dei contenuti
- Premessa
- Gli incontri nelle biblioteche milanesi: orientamento tra classici e partecipazione
- Perché partire dai classici della letteratura per l’infanzia
- Le soft skills come chiave di lettura e di consapevolezza
- La biblioteca come spazio di orientamento narrativo
- Conclusioni: un modello replicabile di orientamento culturale
Premessa
Ileana Ogliari è docente di didattica orientativa per Asnor e lo fa attraverso alcuni passi e personaggi de “Le avventure di Pinocchio”. Valentina Trabalza parla di orientamento in alcune biblioteche milanesi, rivolgendosi ai giovanissimi e non solo: l’iniziativa “Orientamento in biblioteca: là dove risuonano le voci dei Grandi” nasce tre anni fa ed è ancora in essere.
Gli incontri nelle biblioteche milanesi: orientamento tra classici e partecipazione
Il circuito delle biblioteche milanesi è attivo su tanti fronti e qualcuno, interessato alla proposta, l’ha resa concreta invitandoci a tenere due incontri che hanno avuto luogo il 7 novembre 2025 presso la Biblioteca “Sicilia” e l’8 novembre presso la Biblioteca “Calvairate”, durante i quali abbiamo dialogato con i presenti prendendo come spunto, rispettivamente, Le avventure di Pinocchio e Alice nel Paese delle meraviglie.
Siamo state accolte con entusiasmo e curiosità, abbiamo parlato di orientamento, life e soft skills, confrontandoci con gli eroi-esempi che escono dalle pagine di libri classici, lontani nel tempo per stesura ma non per questo meno attuali.
Per noi le biblioteche, soprattutto quelle di quartiere, sono luoghi magici e custodi del sapere per tutti (adulti, giovani e giovanissimi): ci piacerebbe che ritornassero a essere spazi dove conoscersi, leggere, partecipare ad eventi in cui la cultura, quella sana e fonte di ricchezza personale e collettiva, possa arrivare a tutti.
Perché partire dai classici della letteratura per l’infanzia
Questi testi hanno il potere speciale di parlare a ciascuno di noi, di avere sempre qualcosa da dire ai lettori di ogni età; hanno il pregio di diffondere insegnamenti che arrivano ai più piccoli nella loro fase di crescita, mentre risuonano nei più grandi come richiami a un ritorno ai principi cardine della formazione della persona, della sua umanità e del suo essere in perenne ricerca di sé stessa (appunto, di soft skills si torna a parlare). E non è di questo che si occupa anche l’orientamento?
Le soft skills come chiave di lettura e di consapevolezza
Rendendo i presenti ascoltatori attivi di queste letture, abbiamo guidato la loro attenzione verso soft skills come la comunicazione interpersonale, l’empatia, il pensiero critico e creativo, il lavoro di gruppo, ma soprattutto l’autoconsapevolezza e il problem solving, fino a sperimentare, anche per chi è ormai da tempo fuori dalla scuola, esperienze di ricerca e di identificazione di sé.
L’articolazione degli incontri che abbiamo svolto ha seguito la direttrice dell’orientamento come rinascita, partendo proprio dalle life skills, favorendo l’immedesimazione nei personaggi e, grazie a loro, la possibilità di volgere lo sguardo verso sé stessi.
Il nostro pubblico è stato un mix di lettori più o meno curiosi, giovani e meno giovani in cerca di sé, uomini e donne che non hanno smesso di essere bambini, persone capaci di stupirsi e ripartire ogni volta, per raggiungere una maggiore conoscenza di sé nelle scelte, di ogni tipo.
Attraverso questionari autovalutativi, abbiamo proposto la contestualizzazione delle life e soft skills e, attivando la meta-riflessione con domande-stimolo generative, abbiamo invitato all’autoconsapevolezza, prima fra tutte le competenze, riempiendo le cosiddette skills “leggere” di contenuti veri.
Regalare un segnalibro realizzato da noi, al termine dell’incontro, ha voluto rappresentare l’idea concreta di qualcosa che si è vissuto e di cui tenere traccia per richiamarne il potere evocativo, se e quando se ne sente il bisogno.
La biblioteca come spazio di orientamento narrativo
La biblioteca è divenuta il luogo ideale per raccontare la metamorfosi del burattino Pinocchio in bambino vero, o le scelte che deve compiere Alice per uscire dal Paese “capovolto” delle Meraviglie, o per scoprire insieme a Dorothy (è in fase di stesura definitiva l’incontro che prende spunto da Il mago di Oz) quale strada percorrere per ritrovare la via di casa.
Il confronto con questi personaggi, oltre a stimolare la riflessione, ha il vantaggio di sollecitare il pensiero laterale, invitare ad avere il coraggio di vedere le cose da una prospettiva diversa. Ci parlano di resilienza, di speranza e di curiosità, ma anche di errori che insegnano a crescere.
Il potere dell’orientamento narrativo è grande: i veri protagonisti sono l’autenticità e la profondità dei contenuti che fanno emergere elementi emotivi, aspirazioni e valori, per condurre a una riflessione razionale su di noi: “A che punto sono del mio progetto di vita e cosa posso fare per giungere alla realizzazione consapevole di me?”, ripensando il qui e ora alla luce dei tanti domani possibili.
Conclusioni: un modello replicabile di orientamento culturale
È stata un’avventura che vuole “farsi strada” ai giorni nostri: il tema centrale è stato riflettere su quanto l’autoconsapevolezza sia la strategia capace di rendere ciascuno veramente “eroe” della propria vita, nonostante le difficoltà, i momenti di sconforto o quelli in cui scegliere diventa davvero un’operazione complessa ed infine, eventualmente, ripensarsi per ricominciare.
Siamo molto soddisfatte di questo nostro esperimento, ancor più perché, oltre Milano, ci è stato chiesto di estenderlo anche nel circuito delle biblioteche di Roma: una sfida che siamo pronte ad affrontare, certe che di orientamento o di riorientamento hanno bisogno tutti, anche coloro che pensano di essere ormai arrivati dove volevano o chi si sente solo e non sa che strada intraprendere, o chi si stupisce ancora rileggendo i testi della sua infanzia ed è disposto a rimanerne affascinato, stavolta con una prospettiva nuova.
È quello che è successo nelle biblioteche milanesi: per questo ci auguriamo che la formula possa trovare sempre più luoghi pronti ad accoglierla e che i libri continuino a seminare, magari attraverso le nostre voci, la loro magia “orientatrice”.


