Ohjaamo: il modello finlandese che unisce orientamento, lavoro e vita quotidiana

In Finlandia esiste una rete di centri in cui i giovani under 30 possono ricevere supporto, gratuitamente e in un unico luogo, per orientarsi nello studio, nel lavoro e nella vita quotidiana. Si chiama Ohjaamo ed è uno tra i modelli europei di orientamento integrato più interessanti.
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Che cos’è Ohjaamo
Ohjaamo è un servizio finlandese rivolto alle persone sotto i 30 anni che offre consulenza, orientamento e supporto gratuito su diversi aspetti della vita, studio, lavoro, ricerca di occupazione e benessere. Il servizio è accessibile anche senza appuntamento e si presenta come un luogo in cui il giovane può arrivare anche con una domanda confusa, non ancora definita.
La formula è sintetizzata molto bene dal messaggio del servizio presente sul sito ufficiale, “If you don’t know where to start, start at Ohjaamo!”, che significa “Se non sai da dove cominciare, comincia da Ohjaamo”.
Secondo l’OCSE, la Finlandia ha creato questi centri per rispondere alle difficoltà che i giovani incontrano nella transizione dalla scuola al lavoro, come orientarsi nel mercato del lavoro, scegliere percorsi di istruzione e formazione, trovare casa o inserirsi in una nuova comunità. I centri Ohjaamo offrono servizi gratuiti e in presenza agli under 30 e sono stati sviluppati nell’ambito della Youth Guarantee.
Perché il modello finlandese è innovativo
L’innovazione di Ohjaamo risiede nel suo approccio integrato. Molti sistemi di orientamento, anche quando funzionano, chiedono alla persona di sapere già da quale problema parte. Se è di lavoro, deve rivolgersi a un servizio; se riguarda la formazione, a un altro; se riguarda il benessere, a un altro ancora. Ma nella vita reale le transizioni non sono così ordinate.
Un giovane può non riuscire a cercare lavoro perché non ha ancora capito quale percorso formativo scegliere. Può essere bloccato da problemi economici, abitativi o emotivi. Può avere bisogno di un curriculum, ma anche di qualcuno che lo aiuti a leggere le proprie competenze. Può non sapere se iscriversi all’università, entrare nel mondo del lavoro, fare formazione professionale o prendersi il tempo per ridefinire il proprio progetto. Ohjaamo prova a rispondere a questa situazione di complessità portando più competenze nello stesso luogo.
Il Fondo Sociale Europeo descrive il modello come una piattaforma che riunisce soggetti pubblici, privati e del terzo settore per rendere i servizi più accessibili e coordinati. Il supporto può riguardare carriera, studio, competenze sociali, salute, sicurezza sociale, orientamento al lavoro, istruzione, casa e altri aspetti della vita quotidiana.
Orientamento, lavoro e benessere nello stesso spazio
Uno degli aspetti dii maggior rilievo di Ohjaamo è il modo in cui supera una separazione ancora molto diffusa tra orientamento, lavoro e benessere personale.
Nel modello finlandese, il giovane viene considerato in generale come persona in transizione, indipendentemente dalla situazione personale, formativa o lavorativa che cerca di risolvere. Questo cambia profondamente il modo di intendere l’orientamento.
Il sito ufficiale spiega che Ohjaamo può aiutare nella ricerca di lavoro, nella preparazione del curriculum, nella candidatura, nel colloquio, nella scelta di opportunità professionali e formative; può offrire supporto anche su questioni come abitazione, gestione del denaro, ansia, solitudine o difficoltà personali, indirizzando se necessario verso altri servizi.
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Un modello “one-stop”: cosa significa davvero
L’espressione one-stop guidance center indica un luogo in cui diversi servizi vengono riuniti in un unico punto di accesso. Nel caso di Ohjaamo, questo significa che i giovani non devono attraversare da soli un sistema frammentato, cercando di capire quale ufficio, professionista o procedura sia più adatta al loro bisogno.
I centri Ohjaamo sono servizi multi-agenziache mettono insieme servizi per l’occupazione, servizi sociali e altri supporti in un unico luogo fisico, con l’obiettivo di superare i silos amministrativi.
Perché l’Italia non ha ancora sviluppato un sistema come Ohjaamo
Il confronto con il modello finlandese non porta a concludere che in Italia manchino servizi di orientamento. Al contrario, il nostro Paese dispone di una rete articolata di soggetti pubblici e privati che operano nell’ambito dell’orientamento lungo tutto l’arco della vita. Le Linee guida nazionali per l’orientamento permanente del 2013 e, più recentemente, le Linee guida per l’orientamento del Ministero dell’Istruzione e del Merito hanno rafforzato questa prospettiva, promuovendo una maggiore continuità tra istruzione, formazione e lavoro.
La principale differenza rispetto a Ohjaamo riguarda il modello organizzativo.
I servizi sono distribuiti tra una pluralità di soggetti. L’orientamento viene erogato da scuole, università, Centri per l’Impiego, Informa giovani, enti di formazione, servizi sociali e numerosi altri attori pubblici e privati. Ciascuno svolge un ruolo specifico all’interno del sistema, ma il cittadino deve spesso individuare autonomamente il servizio più adatto alle proprie esigenze.
Le competenze sono ripartite tra diversi livelli istituzionali. Il sistema italiano coinvolge Ministeri, Regioni, Province autonome ed enti locali. La distribuzione delle competenze fa sì che l’organizzazione dei servizi vari da Regione a Regione e da territorio a territorio, con modalità differenti di coordinamento e di erogazione.
Negli ultimi anni il sistema italiano si è evoluto, soprattutto nella scuola. L’introduzione delle Linee guida per l’orientamento del 2022, della figura del docente tutor, del docente orientatore e della piattaforma UNICA rappresenta un importante rafforzamento dell’orientamento scolastico. Si tratta però di interventi concentrati principalmente nel sistema educativo e non di servizi integrati che riuniscono, nello stesso luogo, orientamento, occupazione, supporto sociale e accompagnamento alla vita quotidiana.
La documentazione europea evidenzia un modello organizzativo diverso da quello finlandese. A differenza della Finlandia, dove la rete Ohjaamo è costituita da One-Stop Guidance Centres che integrano stabilmente servizi educativi, per il lavoro, sociali e di supporto personale in un unico punto di accesso, la documentazione disponibile sull’Italia non descrive l’esistenza di una rete nazionale organizzata secondo questo modello. Il sistema italiano si basa invece sulla collaborazione tra servizi distinti, appartenenti a organizzazioni e livelli istituzionali diversi.
Questo non significa che Ohjaamo possa essere semplicemente replicato. I due Paesi presentano sistemi amministrativi, istituzionali e territoriali differenti. Tuttavia, l’esperienza di Ohjaamo offre uno spunto di riflessione importante: nelle transizioni formative e professionali sempre più complesse, il valore di un servizio non dipende soltanto dalla qualità delle competenze presenti ma anche dalla capacità di renderle facilmente accessibili e coordinate attorno ai bisogni della persona.
Conclusioni: un’esperienza da conoscere per migliorare l’orientamento
Ohjaamo rappresenta uno dei modelli europei più interessanti per ripensare l’orientamento dei giovani. La sua forza risiede nell’integrazione tra studio, lavoro, benessere e vita quotidiana, che vengono considerati come parti dello stesso percorso.
In un momento in cui le transizioni formative e professionali sono sempre più complesse, l’esperienza finlandese suggerisce che l’orientamento deve diventare un servizio accessibile, continuo e capace di accompagnare le persone in tutti i passaggi della loro vita.
Per questo Ohjaamo è un’esperienza finlandese da conoscere, ed è un esempio utile per immaginare un orientamento più vicino ai bisogni delle nuove generazioni e più adatto alle sfide del futuro.