Decreto IA a scuola: cosa sapere su formazione docenti e ruolo dell’orientatore

Il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 ottobre ed in vigore dal 23 ottobre 2026, adegua l’Italia all’AI Act europeo. Per la scuola prevede attività formative sull’IA, un decreto ministeriale sulla formazione dei docenti, la revisione delle Linee guida per l’orientamento e iniziative di orientamento verso i percorsi STEAM: l’obiettivo è aiutare studenti e studentesse a scegliere in modo consapevole in un mercato del lavoro trasformato dall’intelligenza artificiale.
Indice dei contenuti
- Che cos’è il decreto 179/2026 sull’intelligenza artificiale?
- Cosa cambia per l’orientamento scolastico con il decreto IA?
- Le scuole devono aggiornare il PTOF per l’intelligenza artificiale?
- La formazione dei docenti sull’IA è obbligatoria?
- Un test di orientamento con l’intelligenza artificiale è legale?
L’intelligenza artificiale non è più un tema “in arrivo” per la scuola italiana. Da questo mese ha un quadro di legge. E l’orientamento è uno dei punti in cui il decreto entra più direttamente nella vita di classi, famiglie e professionisti. Vediamo cosa prevede, cosa resta da definire e cosa può fare subito chi orienta.
Che cos’è il decreto 179/2026 sull’intelligenza artificiale?
È il decreto attuativo della legge 132/2025 sull’intelligenza artificiale (art. 24) e completa l’adeguamento dell’ordinamento italiano al Regolamento (UE) 2024/1689, l’AI Act. Conta 54 articoli ed entra in vigore il 23 ottobre 2026. Quelli che riguardano direttamente il sistema di istruzione sono gli articoli 36, 37 e 38, a cui si aggiunge l’articolo 39 sull’istruzione degli adulti nei CPIA.
Cosa cambia per l’orientamento scolastico con il decreto IA?
Il decreto lega esplicitamente IA e scelte formative su tre fronti:
- Fabbisogni professionali. Il Ministero del Lavoro contribuirà ad analizzare i fabbisogni professionali e le competenze emergenti legate a STEAM e IA, anche per un orientamento informato degli studenti (art. 36, c. 4).
- Iniziative di orientamento nelle secondarie di I e II grado. Le scuole adottano iniziative specifiche, anche nei moduli di orientamento formativo, per accompagnare studenti e studentesse verso una scelta consapevole dei percorsi di istruzione e formazione superiore in ambito STEAM, comprese le applicazioni dell’IA (art. 36, c. 5).
- Nuove Linee guida per l’orientamento. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito dovrà rivedere e aggiornare le Linee guida per l’orientamento del D.M. 328/2022 (art. 36, c. 5).
- STEAM e scuola-lavoro. Le scuole possono promuovere moduli STEAM che usano strumenti di IA, anche nei percorsi di formazione scuola-lavoro (art. 36, c. 2).
Le scuole devono aggiornare il PTOF per l’intelligenza artificiale?
Non c’è un obbligo esplicito, ma conviene farlo. Il decreto usa il verbo «possono»: le scuole, nella propria autonomia e in coerenza con il PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa), possono promuovere moduli formativi sull’IA (art. 36). Fino al nuovo decreto ministeriale restano valide le Linee guida del D.M. 166/2025 (art. 38, c. 4). Nella pratica, i documenti da allineare sono:
- PTOF: dove inserire i moduli formativi e le scelte didattiche sull’IA, compresi quelli di orientamento.
- Patto educativo di corresponsabilità e regolamento d’istituto: il decreto affida ai comitati tecnico-etici territoriali il compito di promuoverne l’adeguamento all’uso dell’IA, sulla base delle linee guida e del codice etico dell’AgID (art. 38, c. 6).
Per molte scuole non si parte da zero. Con il D.M. 166/2025 tante si sono già dotate di un piano d’istituto per l’IA e di un referente. Il decreto dà a quel percorso una base di legge.
La formazione dei docenti sull’IA è obbligatoria?
Il decreto la prevede per tutti i docenti, in ingresso e in servizio, compresi quelli dei CPIA. Criteri e modalità li fisserà un decreto del Ministro da adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore, quindi entro gennaio 2027 (art. 38). La formazione non sarà solo tecnica ma riguarderà il funzionamento dei sistemi di IA, le tecniche per riconoscere e mitigare rischi e distorsioni, la privacy e la valutazione critica delle informazioni digitali.
L’articolo 37 aggiunge un secondo piano di formazione per i docenti, da avviare anch’esso entro 90 giorni, dedicato all’emergenza educativa legata all’uso dei social e degli ambienti basati sull’IA, con fino a 100 milioni di euro del programma PN Scuola e Competenze 2021-2027. A livello territoriale, gli Uffici scolastici regionali potranno promuovere comitati tecnico-etici in rete tra scuole, con compiti di indirizzo pedagogico, supporto alla sperimentazione e protezione dei dati.
Un test di orientamento con l’intelligenza artificiale è legale?
Sì, ma con regole precise che chi orienta deve conoscere. L’AI Act classifica come ad alto rischio i sistemi di IA usati per decidere l’accesso ai percorsi formativi, valutare gli apprendimenti o monitorare gli studenti durante le prove.
Strumenti di orientamento che profilano gli studenti e indirizzano verso un percorso possono rientrare in questo perimetro, con obblighi stringenti di trasparenza e supervisione umana, anche se la data da cui scattano questi obblighi è ancora in via di ridefinizione a livello europeo. Inoltre, dal febbraio 2025 è vietato il riconoscimento delle emozioni negli istituti di istruzione, salvo ragioni mediche o di sicurezza.
Lo stesso principio vale fuori dalla scuola. L’articolo 48 del decreto consente ai servizi per il lavoro di usare l’IA per l’orientamento e l’incontro tra domanda e offerta, ma solo con supervisione umana, trasparenza delle decisioni e tutela dei diritti degli utenti.
Tradotto: un test online che “suggerisce la scuola giusta” non è neutro. Va scelto con criteri, spiegato alle famiglie e sempre accompagnato da un professionista. È il tema che abbiamo approfondito in AI Act tra algoritmi e orientamento e in Bias algoritmico: cos’è e perché riguarda orientamento, educazione e lavoro.