Educazione finanziaria e orientamento: perché sono importanti per gli under 35
Dietro una scelta professionale ci sono aspettative, possibilità concrete e decisioni che incidono sul futuro. La consapevolezza finanziaria può offrire ai giovani strumenti utili per orientarsi, affrontare momenti di cambiamento e progettare il proprio percorso con maggiore lucidità. A cura di Fausto Sana, Orientatore Asnor, Formatore e Consulente per giovani under 35.
Indice dei contenuti
- L’educazione finanziaria in Italia
- Il divario generazionale e la sfida della Gen Z
- I principali campanelli d’allarme per i giovani professionisti
- Educazione finanziaria e carriera: cosa cambia tra lavoro dipendente e autonomo
- Se sei un lavoratore dipendente
- Se sei un lavoratore autonomo
- Educazione finanziaria e digitale: la sfida di Millennials e Gen Z
- Conclusioni: orientare alla consapevolezza finanziaria
L’educazione finanziaria in Italia
Nella mia esperienza come consulente di carriera, osservo troppo spesso giovani compiere scelte professionali basate sulla necessità immediata piuttosto che sulla visione strategica.
L’educazione finanziaria non è un mero tecnicismo per addetti ai lavori; è la leva fondamentale per l’autonomia. Senza di essa, un giovane professionista è “ostaggio” del primo contratto disponibile e ne influenza la strategia. Per questo ho voluto aprire una riflessione sul rapporto orientamento ed educazione finanziaria.
Secondo i dati del Rapporto Edufin Index 2024, il baricentro della consapevolezza finanziaria in Italia è fermo a 56/100, ancora al di sotto della soglia di sufficienza (60). Questo indice ci racconta una verità amara: esiste uno scollamento tra Awareness (conoscenza teorica, ferma a 54) e Behaviour (comportamento pratico, 57).
Sebbene gli italiani siano storicamente composti nel risparmio, la mancanza di una bussola informativa impedisce alle nuove generazioni di trasformare la propria prudenza in crescita patrimoniale.
In un’Italia dove l’incertezza economica è la norma, padroneggiare questo alfabeto è l’unico modo per garantire a un under 35 la vera libertà di cittadinanza e di scelta.
Il divario generazionale e la sfida della Gen Z
Il divario di competenze tra le generazioni è una barriera invisibile ma solidissima. I dati 2024 mostrano che la fascia 18-24 anni segna un distacco di ben 7 punti rispetto agli adulti (45-64 anni). Questa fragilità non è casuale, ma figlia di un sistema che delega l’educazione economica alla famiglia, creando un pericoloso “bias di abilità”: chi nasce in un contesto con bassa scolarità dei genitori parte con un soffitto di cristallo già installato sulla propria carriera.
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I principali campanelli d’allarme per i giovani professionisti
Come orientatore, identifico 3 campanelli d’allarme critici per i giovani professionisti ripresi da questa indagine:
- circa 4 giovani su 10 mancano delle basi teoriche per distinguere tra rischio e incertezza;
- il rapporto evidenzia un divario ancora presente tra uomini e donne nella consapevolezza finanziaria, mostrando quanto il contesto sociale e familiare possa incidere sull’autonomia economica e sulle opportunità di scelta nel percorso professionale;
- la literacy finanziaria dei giovani resta ancora troppo correlata al titolo di studio dei genitori, rendendo l’educazione finanziaria l’unico strumento per rompere l’ereditarietà della fragilità economica.
Educazione finanziaria e carriera: cosa cambia tra lavoro dipendente e autonomo
Il rischio più grande per un under 35 è l’omologazione o, peggio, l’ignoranza delle proprie dinamiche fiscali.
Se sei un lavoratore dipendente
Se lavori come dipendente, potresti pensare che la tua sicurezza economica dipenda soprattutto dal contratto di lavoro o dal datore di lavoro. In realtà, alcune scelte possono avere un impatto importante sul tuo futuro professionale ed economico. Tra queste c’è il TFR (Trattamento di fine rapporto): decidere se lasciarlo in azienda o destinarlo a un fondo pensione complementare non è soltanto un aspetto tecnico, ma una scelta che può incidere sul tuo equilibrio economico nel lungo periodo.
Se sei un lavoratore autonomo
Se lavori come libero professionista, la tua sfida è la risk perception. Con un indice di percezione del rischio fermo a un preoccupante 48/100, molti giovani professionisti confondono l’incertezza del mercato con il rischio calcolato. La tendenza è quella di trascurare la protezione assicurativa e la previdenza per mancanza di visione a lungo termine.
Educazione finanziaria e digitale: la sfida di Millennials e Gen Z
Essere “nativi digitali” non significa essere esperti finanziari.
I Millennials sono i più attivi, ma non necessariamente i più competenti nella Digital Financial Literacy (DFL). Inoltre, sebbene l’interesse per la finanza sostenibile sia altissimo, il timore del greenwashing spesso blocca l’azione – giovani che temono di essere ingannati da investimenti dichiarati sostenibili, e quindi finiscono per non scegliere o non investire affatto.
Differentemente la Gen Z si percepisce in difetto in rapporto ai diritti delle precedenti generazioni e questo approccio porta a non prevedere una strategia finanziaria per la propria carriera capace di educare scelte e progettualità di carriera sostenibili.
Non si tratta di schierarsi tra chi è favorevole ad un modello socioeconomico o un altro ma di codificare i propri obiettivi di carriera considerando anche la dimensione finanziaria.
Per affrontare questa sfida, non possiamo trascurare la dimensione economica quando accompagniamo una persona nella costruzione del proprio percorso professionale. Far emergere obiettivi di carriera e definire i prossimi passi significa considerare anche il tema delle risorse disponibili, nel presente e nel futuro. Un elemento che incide sul senso di sicurezza, soprattutto in un contesto segnato da transizioni professionali sempre più frequenti.
Conclusioni: orientare alla consapevolezza finanziaria
Durante la consulenza, l’orientatore può aiutare la persona a riflettere anche sulla dimensione dell’educazione finanziaria, ponendo domande e favorendo una maggiore consapevolezza rispetto ad alcuni aspetti che incidono sul percorso professionale.
Informarsi su temi come il TFR, la gestione del risparmio per affrontare eventuali periodi di transizione lavorativa o la sostenibilità economica di obiettivi personali e professionali – come, ad esempio, richiedere un mutuo – può contribuire a costruire scelte più solide nel tempo.
In questa prospettiva, l’orientatore può diventare una bussola capace di accompagnare la persona anche verso nuove connessioni con altri professionisti, quando necessario.
La mia esperienza conferma che affrontare questi temi arricchisce la qualità della consulenza e favorisce uno sguardo più maturo sul proprio percorso. Chi si trova a progettare un obiettivo formativo o professionale può rafforzare così la propria capacità di lettura della realtà e di presa di decisione rispetto ai passi successivi da compiere.


