Hikikomori: significato, cause e dati sul ritiro sociale in Italia

Il termine giapponesehikikomori viene utilizzato per descrivere una condizione caratterizzata da un ritiro sociale prolungato, che può portare la persona a ridurre in modo significativo le relazioni e la partecipazione alla vita scolastica, lavorativa e sociale.
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Il fenomeno hikikomori, portato inizialmente all’attenzione pubblica in Giappone, è ormai oggetto di studio anche in Italia. Negli ultimi anni, diverse ricerche hanno cercato di comprenderne la diffusione tra adolescenti e giovani, evidenziando la necessità di osservare il ritiro sociale nella sua complessità e di evitare interpretazioni semplicistiche.
Chi sono i giovani hikikomori
Gli hikikomori sono persone che possono arrivare a trascorrere lunghi periodi prevalentemente nella propria abitazione o nella propria stanza, riducendo progressivamente i contatti diretti con l’esterno.
Il ritiro sociale può incidere sul percorso scolastico, sulle relazioni con i coetanei e sulla partecipazione alla vita sociale. In alcuni casi, Internet e gli strumenti digitali diventano uno dei principali canali attraverso cui mantenere un contatto con il mondo esterno.
La relazione tra uso della rete e ritiro sociale è complessa: le due condizioni possono coesistere e influenzarsi, ma il ricorso a Internet non può essere considerato, da solo, la causa dell’isolamento. Per questo motivo, ricondurre il fenomeno esclusivamente ai videogiochi o alla tecnologia rischia di semplificarne eccessivamente le cause.
Nel rapporto Dipendenze da Internet dell’Istituto Superiore di Sanità, l’hikikomori viene descritto come una forma di ritiro sociale patologico o di distacco sociale caratterizzata dall’isolamento fisico nella propria abitazione.
La durata del ritiro è uno degli elementi considerati nella valutazione della condizione. Il Rapporto ISTISAN 23/25 richiama, tra i criteri dell’hikikomori,un isolamento sociale continuativo di almeno sei mesi e utilizza l’espressione “pre-hikikomori” per indicare situazioni che non soddisfano pienamente tutti i criteri previsti.
Hikikomori in Italia: i dati sul ritiro sociale
Secondo una nota stampa del CNR relativa all’indagine sul ritiro sociale volontario dei giovani italiani, circa 54.000 studenti tra i 15 e i 19 anni si identificavano in una situazione di ritiro sociale. La stessa nota riportava una stima di circa 44.000 studenti ricondotti dai ricercatori alla condizione hikikomori e di circa 67.000 giovani considerati a rischio grave.
Un ulteriore studio, pubblicato sulla rivista scientifica “Scientific Reports”, ha analizzato l’evoluzione dell’isolamento sociale tra gli adolescenti italiani prima e dopo la pandemia. La ricerca si è basata su due campioni nazionali rappresentativi, raccolti nel 2019 e nel 2022, e ha rilevato che la quota di adolescenti che dichiarava di non incontrare mai gli amici fuori dalla scuola era passata dal 5,6% al 9,7%.
Questi adolescenti rientravano nel gruppo definito dagli autori “Lone Wolves”, caratterizzato dalla tendenza a trascorrere il tempo libero da soli e da una bassa frequenza di incontri in presenza con gli amici. Gli autori considerano il sottogruppo che non incontra più gli amici esposto al rischio di evolvere verso forme più gravi di ritiro sociale, senza identificarlo automaticamente con il fenomeno hikikomori.
Le diverse ricerche adottano criteri, fasce di età e campioni differenti. I risultati non devono quindi essere interpretati come un conteggio definitivo delle persone hikikomori presenti in Italia, ma come indicatori della diffusione di forme di isolamento e ritiro sociale tra adolescenti e giovani.
Isolamento sociale negli adolescenti: quando prestare attenzione
Durante l’adolescenza, cercare maggiore autonomia, trascorrere più tempo da soli o modificare le proprie relazioni può rientrare nel percorso di crescita. Una chiusura prolungata, accompagnata dalla progressiva rinuncia alla scuola, alle relazioni o alle attività abituali, merita invece attenzione.
Il ritiro sociale può manifestarsi gradualmente. La persona può iniziare a evitare alcuni contesti, ridurre le uscite, interrompere attività precedentemente significative e limitare progressivamente le occasioni di incontro.
Per i genitori può essere difficile distinguere il bisogno fisiologico di indipendenza da una condizione di isolamento che richiede maggiore attenzione. Per approfondire questo aspetto è possibile consultare la guida di Unobravo sull’indipendenza e l’isolamento sociale in adolescenza, dedicata ai segnali che le famiglie possono osservare e alle modalità con cui avvicinarsi al tema.
Quali sono le cause del fenomeno hikikomori
Il ritiro sociale non può essere ricondotto a una singola causa. Possono entrare in gioco caratteristiche individuali, difficoltà relazionali, esperienze scolastiche, dinamiche familiari e condizioni di disagio psicologico.
Anche le pressioni legate alle aspettative sociali e alla prestazione possono assumere un peso significativo. Per alcuni giovani, la difficoltà nel rispondere alle richieste provenienti dalla scuola, dalla famiglia o dal contesto sociale può contribuire a un progressivo allontanamento dalle situazioni percepite come fonte di disagio.
Il ritiro può diventare una modalità attraverso cui la persona cerca di sottrarsi a contesti vissuti come troppo complessi o difficili da affrontare.
La presenza di isolamento sociale non permette, da sola, di individuare automaticamente una causa o formulare una diagnosi. La valutazione della situazione richiede attenzione alla storia della
Hikikomori e scuola
La scuola rappresenta uno degli ambienti in cui i primi segnali di ritiro possono diventare visibili.
Assenze frequenti, difficoltà nel mantenere le relazioni con i compagni, progressivo disinvestimento dalle attività scolastiche o abbandono possono accompagnare situazioni di disagio che richiedono attenzione.
La risposta non può limitarsi al rendimento o alla frequenza. È importante costruire un dialogo tra scuola, famiglia e, quando necessario, professionisti e servizi competenti, evitando di interpretare automaticamente il comportamento come mancanza di volontà o disinteresse.
Gli studi sul ritiro sociale adolescenziale richiamano la necessità di coinvolgere famiglie e docenti in interventi educativi e di sensibilizzazione e di predisporre forme specifiche di sostegno per i giovani che vivono le situazioni più critiche.
Hikikomori e orientamento: ricostruire gradualmente una progettualità
Il ritiro sociale può interrompere o rendere più difficile il percorso scolastico e la capacità di immaginare il proprio futuro. In queste situazioni, anche le scelte formative e professionali possono apparire lontane o difficili da affrontare.
L’orientamento può intervenire in una fase successiva o parallela al percorso di supporto, aiutando la persona a ricostruire gradualmente una progettualità e a riconoscere interessi, capacità e possibilità formative compatibili con il proprio momento di vita.
Il lavoro dell’orientatore non sostituisce l’intervento psicologico o sanitario. Può però contribuire, all’interno di una rete di supporto, ad accompagnare il rientro nei percorsi formativi, l’esplorazione di nuove opportunità e il recupero di una prospettiva sul futuro.
Per una persona che ha vissuto un periodo prolungato di isolamento, anche tornare a immaginare un percorso possibile può rappresentare un passaggio molto importante.